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Il sacerdote Vulca aveva accesso ai libri sacri (libri acherontici e altri importanti codici) per praticare le tecniche di divinazione necessarie all'interpretazione del volere degli dei.
Alcuni riti erano molto cruenti e prevedevano il sacrificio di animali da cui venivano estratte le viscere e gli organi che dovevano essere analizzati. Tuttavia Vulca era anche un uomo profondamente legato al suo popolo e conosceva bene il valore di un vitello o di una pecora, così, a volte, preferiva sacrificare beni meno indispensabili come tazze di latte o qualche pugno di frumento.
Erano comunque frutti della terra graditi agli dei.
